FOTOTECA DELLA MAREMMA fototeca della maremma fototecadellamaremma

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    Progetto

    Fototeca della Maremma È un archivio digitale che raccoglie in un fondo unico fotografie riguardanti il territorio maremmano dal 1864 al 1970 circa, conservate da archivi pubblici e collezioni private.

    Ci sono artigiani ottocenteschi che giravano per le poche strade con un carro come camera oscura, eccellenti dilettanti di nobile famiglia proprietari di terre vastissime, fotografi di paese che hanno fissato eventi e costumi.

    Possiamo trovare inoltre le foto di Scheuermeier, antropologo svizzero che studiava la lingua dei contadini e quelle di Ulivi, il “fotografo dei briganti”.gli scatti dei primi intraprendenti fotoreporter e gli onesti artigiani che fotografavano su incarico di uffici e istituzioni a documentare il lavoro e le trasformazioni del territorio

    Fanno parte della raccolta infine le fotografie di persone comuni estratte dagli album di famiglia, sepolte nei cassetti o appese a ingiallire al muro.

    Tutte le immagini pubblicate in questo sito hanno uno spazio per commenti ed osservazioni, a cui si accede semplicemente inserendo il proprio indirizzo email, in cui possono essere aggiunte informazioni, dettagli e particolari.
    L’archivio può così crescere e svilupparsi in modo partecipato e condiviso con chi intenda liberamente contribuire.

    raccolte

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    L'archivio fotografico e di filmati raccoglie la documentazione prodotta a partire dal 1953 a seguito di una disposizione ufficiale che stabiliva la necessità di sistematiche campagne per la ripresa fotografica dei lavori e l'istituzione di una fototeca che ne documentasse gli avanzamenti. Con le assegnazioni di terre il paesaggio ha cominciato a punteggiarsi di casette bianche, tutte uguali, di strade perpendicolari e di piccoli appezzamenti che lo fecero uscire definitivamente dall'antichità. Notevole è la presenza di fotografie aeree degli insediamenti, eseguite dall'aeroclub di Siena che si era da poco costituito. Con la loro prospettiva obliqua da bassa quota queste immagini sono una novità nella visione della campagna maremmana.

    Archivio Riforma fondiaria (1930-1960)

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    Nato a Massa Marittima, da ragazzo si trasferisce a Piombino a causa del lavoro del padre, impiegato presso il locale municipio. Di carattere eclettico, intraprende da autodidatta la carriera di fotografo professionista specializzandosi in fotografia industriale e diventando uno dei maggiori narratori della realtà industriale di rilevanza nazionale all'epoca presente a Piombino e della collegata industria mineraria maremmana lasciando il suo segno nelle prospettive e geometrie industriali. Nel secondo dopoguerra sarà un testimone della ricostruzione industriale a Taranto, Genova, Savona, Trieste, ovunque rappresentando la potenza tecnologica e la capacità costruttiva di quel periodo di grandi aspettative.

    Ausonio Ulivi (1868-1933)

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    Questa breve raccolta vuole essere un omaggio agli ignoti artigiani che per mestiere producevano vedute per le cartoline, e alla fototipia un processo di stampa interamente fotografico (vera fotografia, senza inchiostro) che permette una qualità ancora insuperate nella stampa in serie delle fotografie in bianco e nero. Si apprezza la padronanza tecnica con cui gli ignoti autori hanno lavorato, il rigore calligrafico dell'esecuzione e l'efficacia rappresentativa e didascalica. Si sente la scuola dei fiorentini Alinari che non accettava inquadrature approssimative, linee cadenti, piani non a fuoco o esposizioni non esatte.

    Cartoline Vera fotografia (1945-1965)

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    La famiglia conserva a Sesto Fiorentino nei suoi archivi circa venti album di fotografie, in massima parte scattate personalmente da Giulio Guicciardini Corsi Salviati e da lui annotate con note precise su date, persone e luoghi. C'è il mondo dorato, la vita di una famiglia agiata che si trasferiva in Maremma per la stagione della caccia, ma le gite e le avventure maremmane sembrano filtrate da un senso del dovere sempre presente, dal desiderio di essere all'altezza del proprio ruolo e delle aspettative che ne derivano. La natura e i luoghi selvaggi, le cacciate sono vissuti con compostezza urbana: le signore prendono il tè nella macchia o giocano col maialino. Della Maremma si sente il peso mitico nelle immagini di mattine nebbiose e di cacciatori solitari, veri sprazzi di libertà e forse di fuga.

    Giulio Guicciardini Corsi Salviati (1887-1958)

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    Nato a Massa Marittima, da ragazzo si trasferisce a Piombino a causa del lavoro del padre, impiegato presso il locale municipio. Di carattere eclettico, intraprende da autodidatta la carriera di fotografo professionista specializzandosi in fotografia industriale e diventando uno dei maggiori narratori della realtà industriale di rilevanza nazionale all'epoca presente a Piombino e della collegata industria mineraria maremmana lasciando il suo segno nelle prospettive e geometrie industriali. Nel secondo dopoguerra sarà un testimone della ricostruzione industriale a Taranto, Genova, Savona, Trieste, ovunque rappresentando la potenza tecnologica e la capacità costruttiva di quel periodo di grandi aspettative

    Lando Civilini (1905-1968)

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    Nel 1924 scese in Italia l'antropologo svizzero Paul Scheuermeier per documentare la lingua e la vita dei contadini, e usò la fotografia come prezioso strumento. In Maremma venne prima a Gavorrano, passò da Grosseto, rimase alcuni giorni a Scansano e Porto Santo Stefano, ma si fermò più a lungo a Pitigliano nel 1925, dove rimase fino a quando l'otturatore della macchina fotografica si ruppe. Dapprima fotografò quasi solo oggetti, poi anche scene di lavoro nei campi, spesso dando grande rilievo all'ambiente abitato e al paesaggio, gruppi di persone nelle strade di paese, donne alla fonte e uomini sui carri. i suoi cataloghi di attrezzi da lavoro appoggiati a un muro o a una porta diventano nature morte piene di simboli, gli oggetti veri protagonisti di vita e fatica, i suoi interni di cantine umide o cucine affumicate ci si presentano come antri oscuri e misteriosi.

    Paul Scheuermeier (1888-1973)

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    Del marchese Piero Azzolino si hanno pochissime notizie. Cugino del principe Tommaso Corsini, fu spesso ospite nel castello di Marsiliana, centro dell'estesa tenuta dei Corsini. Ha lasciato molte lastre e stampe, in parte conservate nell'archivio Corsini e in parte nell'archivio Trionfi Honorati, che sono diventate nel tempo vere icone maremmane: i pastori, le greggi, la transumanza, i butteri, le mandrie, la merca del bestiame brado, i carrettieri e i carbonai, le battute di caccia. Alcune sue fotografie sono state riprodotte nei loro quadri dai pittori Macchiaioli fra cui Giovanni Fattori .

    Piero Azzolino (1837-1915)

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    La Biblioteca Chelliana di Grosseto conserva quella che è probabilmente la raccolta più antica di fotografie della Maremma ma anche la prima documentazione fotografica del territorio maremmano in senso moderno. Si tratta di un album datato 1864 che contiene venticinque stampe all'albumina (formato medio 12x17 cm) di Vincenzo Choquet, fotografo senese dalla biografia pressoché ignota. L'album fu eseguito su probabile commissione dell'Ufficio Tecnico per le Bonifiche che si era appena costituito presso il Genio Civile di Grosseto. I soggetti sono soprattutto le opere della bonifica lorenesi in Maremma, ma non manca una sintetica carrellata di luoghi rilevanti: oltre a ponti e canali, i resti etruschi, il duomo di Grosseto, la innovativa fattoria di Barbanella di Bettino Ricasoli, i confini della città, il padule.

    Vincenzo (Victor) Choquet, album 1864

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    L'estrazione di minerale e lo scavo della terra ha per anni disegnato l'aspetto di grandi zone di territorio, ha prodotto costruzioni e insediamenti, organizzato spazi e costruito centri abitati, fatto da sfondo a rapporti sociali e vita quotidiana, lotte sindacali e immani tragedie. Oltre all'importantissimo lavoro di Corrado Banchi, oggetto di un precedente studio di Fotografia e Territorio aps, e alle fotografie di Lando Civilini presenti in una sezione dedicata della Fototeca della Maremma, sono state raccolte fotografie sparse, spesso provenienti da fondi minori o totalmente anonime che testimoniano questa importante attività presente in Maremma dai tempi più antichi. Una sezione particolare è dedicata alla miniera di pirite di Cavriglia (Arezzo), dove la pirite veniva estratta a cielo aperto dopo la chiusura delle estrazioni in profondità a seguito del grave incidente di Ribolla nel 1954.

    Le miniere della Maremma

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    Le fotografie del Genio Civile e della Provincia di Grosseto rappresentano le attività compiute da questi enti nella sistemazione del territorio a partire dai primi decenni del Novecento. In particolare sono documentati lavori stradali degli anni '50 e '60 con ponti, case cantoniere, costruzione di acquedotti e varie sistemazioni del territorio dopo i danni della seconda guerra mondiale. Si tratta di un patrimonio significativo per comprendere la trasformazione del paesaggio in senso moderno di quegli anni, anche se spesso le immagini sono prive di date e informazioni che ne permettano un'identificazione esatta.

    Genio Civile e Provincia di Grosseto

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    Fotografo attivo a Grosseto dal 1860, con studio fotografico anche a Portoferraio e Massa Marittima. Sono qui riportate le 24 vedute dell'Album delle vedute della Pianosa, stampe all'albumina 12x17,5 cm di ottima qualità fotografica, eseguite nel 1874 probabilmente su commissione. Ringraziamo l'Associazione per la Difesa dell'Isola di Pianosa - odv che ha acquistato l'album da un antiquario di Palermo nel 2018 e che ha permesso la riproduzione

    Adriano Adriani (1844-1919)

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    Fondato nel 1928, il Consorzio Bonifica Grossetana ha avuto un ruolo preminente nella definizione del paesaggio maremmano attuale. Le immagini documentano la mole immane di lavoro che fu necessaria per rendere abitabile la Maremma; le scene popolate da decine, se non da centinaia di operai, spesso armati solo di badile e carriola, ma anche le draghe e le idrovore gigantesche, le distese d'acqua a perdita d'occhio, le strade bianche che sorgono nel paesaggio bonificato rappresentano un lascito per la memoria degli abitanti attuali della Maremma. Notevole rilievo viene dato ai cantieri stessi, alle macchine e alle nuove tecniche, ma anche al lavoro dell'''uomo e alla sua organizzazione.

    Archivio Consorzio Bonifica (1930-1960 ca.)

    CHI SIAMO

    Chi Siamo

    FOTOGRAFIA E TERRITORIO aps è un’associazione culturale attiva a Grosseto dal 2008 che utilizza la fotografia come strumento di osservazione sulla contemporaneità.

    Cataloga, studia e restaura fondi fotografici che riguardano la Maremma Toscana e cura una collana di monografie sull’argomento.

    Svolge attività didattica sulla fotografia: dalla scuola media inferiore al Polo Universitario, dal laboratorio in carcere, al corso per immigrati richiedenti asilo. Parliamo di fotografia per parlare del mondo

    Carlo Bonazza, fotografo, editore, insegnante di fotografia, lavora dal 1979 a Grosseto. Ha prodotto ricerche e libri di immagini sui luoghi, il paesaggio e le trasformazioni della sua terra.

    Ha collaborato a lungo con l’Archivio delle Tradizioni Popolari della Maremma ed è socio fondatore dell’Associazione Fotografia e Territorio.

    CONTATTI

    Contatti

    Le immagini della Fototeca della Maremma sono consultabili gratuitamente e riproducibili per scopi culturali, didattici o usi privati, mentre rimangono i diritti dei proprietari dei singoli archivi per quello che riguarda pubblicazioni a stampa o utilizzi commerciali.

    Nell'idea di creare un archivio fotografico in continua evoluzione e implementazione, di mantenere il progetto partecipato e condiviso trovi qui sotto uno spazio in cui puoi farci sapere la tua opinione sul lavoro svolto, dare informazioni o postare commenti su uno dei tantissimi scatti presenti o segnalarci nuove immagini da inserire nella Fototeca della Maremma.

    39 335 6759789
    info@fototecadellamaremma.it

    Realizzato grazie al contributo di

    © 2025 Fotografia&Territorio Associazione Tutti i diritti riservati

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